Navigare nella laguna di Venezia non è solo un’esperienza per gli occhi, ma anche per le orecchie. Chi parte per un giro in barca nella laguna di Venezia scopre presto che qui si parla una lingua tutta speciale, un dialetto “nautico” pieno di storia, tradizione e ironia.
Dai termini antichi dei pescatori alle espressioni più colorite dei gondolieri, la laguna ha un suo modo unico di raccontarsi. E per chi sceglie un tour delle isole di Venezia firmato Serenissima Tour, capire queste parole significa entrare ancora più a fondo nello spirito autentico della città sull’acqua.
Ecco una piccola guida per imparare a “parlare lagunare” prima di salire a bordo.
1. Topa
Non lasciarti ingannare dal nome: la topa è una delle barche più tipiche della laguna. A fondo piatto, leggera e maneggevole, un tempo era usata per la pesca o per il trasporto di merci tra le isole. Oggi viene impiegata anche nei tour più autentici, quelli che si avventurano tra i ghebi, i canali più stretti e nascosti della laguna.
Il nome deriva dal verbo veneziano topar, cioè “scivolare sull’acqua”. E in effetti, quando la topa fila via silenziosa tra le barene, sembra proprio che non tocchi mai la superficie.
2. Bragozzo
Il bragozzo è il simbolo della pesca tradizionale adriatica. Con due vele e la prua dipinta con motivi colorati, era un tempo la casa galleggiante dei pescatori. Oggi se ne vedono pochi, ma alcuni tour nella laguna offrono ancora l’emozione di salire su uno di questi capolavori artigianali. Ogni bragozzo aveva colori e decorazioni diverse, così da essere riconoscibile anche da lontano, una forma di identità visiva ante litteram.
3. Bricola
Le bricole (singolare bricola) sono i gruppi di pali di legno che emergono dall’acqua e segnano le rotte navigabili. Fatte di rovere o larice, sono vere e proprie “strade d’acqua”.
Con il tempo si ricoprono di cozze e alghe, diventando un piccolo ecosistema amato dagli uccelli marini. In veneziano si dice spesso “andar in bricola” per indicare chi, nella vita, non sta seguendo la giusta rotta!
4. Barena
La barena è una zona di terra che emerge solo con la bassa marea. Un paesaggio fragile, popolato da aironi e piante saline, dove la laguna si confonde con la terraferma.
I barcaioli dicono di “aver baciato la barena” quando, distratti o traditi dalla nebbia, finiscono incagliati nel fango.
5. Canale della Giudecca
È una delle vie d’acqua più maestose di Venezia: qui transitano le imbarcazioni più grandi, offrendo panorami spettacolari su Zattere e sull’isola della Giudecca.
Da qui si può ammirare il tramonto in barca, con le cupole della Salute che si tingono d’oro.
6. Marangona
Non è un termine nautico vero e proprio, ma fa parte della vita marittima veneziana. La Marangona era la grande campana del Campanile di San Marco che chiamava i marangoni, cioè i carpentieri navali, al lavoro. Quando suonava, era tempo di varare o riparare le barche: il battito d’inizio di ogni giornata alla darsena.
7. Tòco de remo
Letteralmente, “un colpo di remo”. Espressione usata in modo scherzoso (ma non troppo) tra barcaioli e gondolieri.
La frase tipica è: “Se no te stè bona, te dò un tòco de remo!” che in laguna suona più come un avvertimento bonario che una minaccia.
8. Murazzi
I murazzi sono le imponenti barriere in pietra d’Istria costruite nel Settecento per proteggere la laguna dal mare aperto. Si trovano al Lido, a Pellestrina e a Sottomarina: vere opere di ingegneria che da secoli resistono a onde e tempeste.
Al tramonto, i murazzi diventano una passeggiata romantica amatissima anche dai veneziani.
9. Bora e Scirocco
Noi italiani conosciamo bene questi due venti opposti, ma nel giro in barca nella Laguna di Venezia sono i veri protagonisti di mille racconti. La Bora arriva da nord-est, fredda e tagliente; lo Scirocco da sud-est, caldo e umido. A Venezia si dice che “Chi xe furbo, prima de partir domanda che vento tira.” È la differenza tra un giro in barca sereno e uno… parecchio movimentato!
10. Navigar tra i ghebi
Letteralmente “navigare tra i canali piccoli”. È una delle espressioni più poetiche del veneziano nautico: indica l’arte di muoversi tra le vie d’acqua nascoste, lontano dalle rotte turistiche.
Se durante il tuo giro in barca senti la guida dire “oggi navighemo tra i ghebi”, preparati a scoprire la laguna più segreta e autentica.
Parlare veneziano in barca: le frasi da sapere
Vuoi sentirti un vero lagunare? Ecco qualche espressione che potresti sentire (o usare) durante il tuo giro in barca:
- “Xe bon vento oggi!”: C’è bel vento oggi!
- “Te go perso tra i ghebi!”: Ti ho perso tra i canali!
- “Remo piano, che xe bassa!”: Rema piano, che c’è bassa marea!
- “Bon viagio e aqua bona!”: Buon viaggio e acque tranquille!
Scopri la laguna con Serenissima Tour
Per vivere davvero la magia di queste parole, niente di meglio di un tour delle isole di Venezia firmato Serenissima Tour.
Con tappe a Murano, Burano e Torcello, potrai ammirare la lavorazione del vetro, i colori delle case e la pace delle origini veneziane. Tutto in un solo giorno.
Un’esperienza che unisce cultura, curiosità e bellezza, proprio come il linguaggio segreto della laguna.




